Informazione, formazione e addestramento sono indispensabili per creare un percorso di aggiornamento costante e orientato alla sicurezza nello svolgimento delle attività lavorative. Quindi, operatori e datori di lavoro sono chiamati a rispettare gli adempimenti formativi obbligatori previsti dal D.Lgs. n. 81/08.
La conoscenza dei potenziali rischi, l’uso consapevole dell’attrezzatura, e degli appropriati Dispositivi di Protezione Individuale, riducono le possibilità di infortuni sul lavoro e incrementano la produttività delle imprese. Diamo uno sguardo alle diverse tipologie di pompe per calcestruzzo, esaminiamone i potenziali rischi e quanto previsto nei percorsi formativi idonei al loro utilizzo.
Corso pompe per calcestruzzo: tipologie di macchinari e ambiti d’impiego
La pompa per calcestruzzo è un macchinario semovente utilizzato per condurre il materiale conglomerato a una certa distanza dal punto d'erogazione. Il suo utilizzo è prerogativa della cantieristica edile, poiché consente di distribuire grandi volumi di calcestruzzo in un breve lasso di tempo e di effettuare gettate anche in aree difficilmente accessibili.
Volendo scendere nel dettaglio delle loro caratteristiche, possiamo distinguere 5 tipologie di pompe per calcestruzzo:
- pompe autocarrate – dotate di cabina anteriore e tubazioni snodate sul telaio, per scaricare il calcestruzzo a distanze fino a 30 metri, sono mezzi su ruote autorizzati a circolare su strada;
- autobetoniere (ATB), con cabina di guida e tamburo rotante per miscelare e scaricare omogeneamente il calcestruzzo;
- autobetonpompe (ATBP) – sono mezzi che uniscono pompa e autobetoniera, per miscelare, trasportare e scaricare il calcestruzzo anche a grande distanza;
- pompe carrellate – sono mezzi di piccole dimensioni, dotati di cingoli, appoggi articolati o ruote, e devono essere trasportate da altri mezzi. Sono analoghe alle pompe autocarrate e hanno il pregio di essere piccole e pratiche da utilizzare;
- pompe per shotcreting, di piccole o medie dimensioni trainabili da altri mezzi, dispongono di mortaio (lancia ad aria compressa) per spruzzare il calcestruzzo.
Ogni tipologia di pompa per calcestruzzo presenta peculiarità e modalità di utilizzo specifiche. Saranno le necessità legate alla quantità di calcestruzzo da usare, al tipo di lavoro e al contesto in cui sarà svolto, a determinare le linee guida per la scelta del macchinario appropriato.
In linea di massima, parliamo di un’attrezzatura composta da un telaio, un motore, una vasca capace di ruotare intorno al proprio asse e da un dispositivo che ne consente l’inclinazione. La vasca è chiamata anche “bicchiere” o “tamburo” e al suo interno le pale di mescolamento garantiscono l’omogeneità del materiale contenuto.
I rischi nella conduzione di pompe per calcestruzzo
La conduzione di pompe per calcestruzzo richiede una specifica formazione, mirata a ridurre i rischi che derivano dal loro utilizzo. I casi d'incidente in cantiere possono riguardare svariati aspetti, in particolare l'impiego negligente del mezzo nelle fasi di:
- guida;
- carico e scarico del calcestruzzo;
- movimentazione del braccio.
I rischi maggiori in cui può incorrere il pompista di calcestruzzo sono:
- urti o schiacciamenti dovuti alla caduta di materiale dall'alto;
- schiacciamenti, ribaltamenti, cedimenti strutturali del mezzo o del terreno;
- seppellimenti da calcestruzzo in scarico;
- urto del capo;
- cesoiamento delle dita durante l’azionamento della canala;
- forte esposizione a rumore e polveri.
Considerati i potenziali e numerosi rischi, è fondamentale l’utilizzo di idonei DPI, come previsto dalla normativa regolata dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. In particolare, dall’articolo n.74 al n.79 e l’allegato VIII del medesimo testo normativo.
Prima di ogni operazione è necessario che il pompista di calcestruzzo assicuri il posizionamento del mezzo lontano da scavi o terreni in pendenza, evitando potenziali ribaltamenti. Inoltre, dovrà accertarsi che il punto di scarico sia completamente visibile e sgombero da persone estranee ai lavori. Prevenzione rischi e utilizzo dei DPI sono dunque argomenti fondamentali del corso pompe per calcestruzzo.
Cosa prevedono le normative sulla pompa per calcestruzzo?
La pompa per calcestruzzo rientra tra le attrezzature presenti nell’Accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2012, che la definisce come:
“Dispositivo, costituito da una o più parti estensibili, montato su un telaio di automezzo, autocarro, rimorchio o veicolo per uso speciale, capace di scaricare un calcestruzzo omogeneo, attraverso il pompaggio del calcestruzzo stesso”.
L'impiego di pompe per calcestruzzo è disciplinato dal D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. L’articolo 96 comma 1 bis del decreto precisa che la fornitura di materiali in cantiere non prevede l’obbligo di redazione del POS (Piano Operativo di Sicurezza), ma informazione e coordinamento reciproco fra impresa affidataria e fornitrice. La promozione di tale coordinamento è in capo all’impresa esecutrice, come stabilito dall’articolo 26 del D.Lgs 81/2008, ai commi 1 e 2.
La posa in opera del calcestruzzo esula dalla mera fornitura. Dunque, è richiesta la redazione obbligatoria del POS per l’impresa i cui lavoratori svolgano le mansioni del pompista, previste nel programma formativo contenuto nell’Accordo Stato-Regioni 22/02/2012.
Tuttavia, anche se la redazione del POS non è obbligatoria da parte dell’impresa fornitrice, questa dovrà partecipare alla riunione di coordinamento con l’impresa esecutrice dei lavori. Di tale riunione, promossa dal coordinatore per la sicurezza di cantiere, dovrà permanere traccia attraverso apposita documentazione.
Inoltre, secondo il D.Lgs. 17/2010, attuativo della Direttiva Macchine 2006/42/CE, le pompe per calcestruzzo devono essere munite di marcatura CE e accompagnate da:
- fascicolo tecnico che indichi rischi e livelli di rumore e vibrazione;
- manuale d'istruzioni per montaggio, impiego e manutenzione;
- tutta la documentazione deve essere redatta dal fabbricante in lingua italiana.
In quanto attrezzatura che necessita di specifica abilitazione degli operatori (articolo 73, comma 5 del D.Lgs. n. 81/2008), informazione, formazione e addestramento sono disciplinati secondo specifiche modalità attraverso il corso pompe per calcestruzzo.
Come è strutturato il corso sulle pompe per calcestruzzo?
Il corso pompe per calcestruzzo è mirato a garantire la massima sicurezza nell'impiego di tale mezzo, minimizzandone i rischi. È compito del datore di lavoro organizzare e formare i propri dipendenti, nel rispetto dei riferimenti legislativi: articolo 37 comma 7 e articolo 73 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Requisiti minimi dei corsi di formazione teorico-pratico per lavoratori addetti alla conduzione di pompe per calcestruzzo sono indicati nell’Accordo Stato-Regioni 22/02/2012. La durata prevista è di 14 ore e la formazione di carattere teorico e pratico è suddivisa in 3 moduli:
- giuridico-normativo, 1 ora – riferimenti legislativi, responsabilità dell'operatore, ecc.
- tecnico, 6 ore - categorie, componenti, dispositivi di comando e controllo, prevenzione rischi e utilizzo DPI, norme di utilizzo, pulizia, manutenzione ordinaria e straordinaria;
- pratico, 7 ore – identificazione componenti strutturali e dispositivi, controlli preliminari del mezzo e area di lavoro, norme sulla viabilità, salita e discesa, posizionamento e stabilizzazione, apertura e movimentazione braccio, simulazione scarico, pulizia ordinaria, manutenzione straordinaria e messa a riposo.
Terminati i due moduli teorici è prevista una valutazione intermedia, con questionario a risposte multiple. Segue la valutazione pratica. Previa presenza per il 90% del monte ore, l'esito favorevole delle prove darà diritto al patentino per la conduzione di pompe per calcestruzzo. Infine, è previsto un aggiornamento quinquennale obbligatorio, della durata di 4 ore.
Corso pompe per calcestruzzo: garantire la sicurezza degli operatori e la produttività aziendale
Il corso pompe per calcestruzzo permette di comprendere i rischi, acquisire le competenze e responsabilizzare il lavoratore nell’uso di questa attrezzatura. Dunque, ha l’obiettivo di:
- fornire gli elementi formativi per garantire la salute e sicurezza degli operatori nei diversi contesti lavorativi in cui posso trovarsi;
- consentire al datore di lavoro il rispetto degli obblighi normativi previsti dal D.Lgs. n. 81/08 e tutelare l’azienda.
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