Lunedì, 29 Novembre 2021 16:21

Dispositivi di protezione collettiva nei lavori in quota: tipologie e rischi

I dispositivi di protezione collettiva (DPC) nei lavori in quota sono strumenti e opere provvisionali adottate per ridurre i rischi nelle attività svolte a un’altezza superiore a 2 metri rispetto a un piano stabile.

Come sottolineato nel D.Lgs. 81/08, l’impiego dei DPC è da considerare prioritario rispetto all’uso dei dispositivi di protezione individuale. Soprattutto, quando i lavoratori svolgono attività su coperture, e sono dunque soggetti ai rischi di caduta dall’alto, è cruciale l’impiego di soluzioni di sicurezza ben più efficaci dei DPI indossati.

Esistono diverse soluzioni tecniche, che è possibile implementare nel rispetto delle normative, come l’uso di adeguati ponteggi o parapetti, ma non solo. La scelta dovrà essere fatta in seguito a un’opportuna valutazione dei rischi, per eliminarli o, se non fosse possibile, ridurli al minimo.

Vediamo insieme quali sono le normative da seguire, quali le responsabilità del datore di lavoro e le principali tipologie di DPC previste per i lavori in quota.

 

Cosa sono i dispositivi di protezione collettiva e analisi dei rischi

I dispositivi di protezione collettiva ricoprono un ruolo strategico nell’ambito della sicurezza sul lavoro. Sono soluzioni tecniche provvisionali e attrezzature che spesso necessitano di essere integrati con dispositivi di protezione individuale, per garantire l’azzeramento o la riduzione al minimo dei rischi e salvaguardare la salute dei lavoratori.

Dunque, mentre i DPI sono dotazioni personali che devono essere indossate, i DPC sono sistemi che intervengono direttamente sulla fonte del rischio, per ridurlo o eliminarlo.

Le diverse tipologie di dispositivi per la protezione collettiva devono essere valutate in base al contesto lavorativo e alla rilevazione dei potenziali rischi. In particolare, ci soffermeremo sui DPC utilizzabili negli ambienti lavorativi dove siano previsti lavori in quota, come nei cantieri edili, e sia necessario prevenire il rischio di cadute dall’alto.

Quando parliamo di “lavoro in quota”, dobbiamo definire il contesto e attenerci alla definizione indicata nell’art. 107 del D.Lgs. 81/08: “attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto a un piano stabile”.

Per svolgere in sicurezza i lavori in quota è necessario partire sempre con una adeguata valutazione dei rischi e predisporre idonei dispositivi di prevenzione e protezione da eventuale:

  • caduta dall’alto;
  • urto contro le protezioni presenti;
  • oscillazioni del corpo con urto contro ostacoli;
  • decelerazioni in conseguenza a trattenuta o sospensione del corpo inerme.

 

Valutate le caratteristiche del contesto lavorativo, è cruciale considerare le misure finalizzate a ridurre o a eliminare i potenziali rischi riscontrati. Tuttavia, il D.Lgs. 81/08 non pone obblighi sui dispositivi da impiegare, ma priorità. Dunque, spetterà al datore di lavoro definire l’approccio corretto per ridurre i rischi con idonei DPC e, se non sufficienti, implementare il livello di sicurezza con dispositivi di protezione individuale anticaduta.

 

Dispositivi di protezione collettiva nei lavori in copertura

Nella maggior parte dei casi, i mezzi di protezione che rappresentano una soluzione efficace per la riduzione del rischio di caduta dall’alto nei lavori in quota sono quelli che stiamo per vedere.

 

Reti di sicurezza

Fissate su intelaiature metalliche di sostegno e realizzate con maglie in nylon o termoplastica, sono disciplinate dalle norme UNI EN 1263-1:2015 e 1263-2:2015 e implementabili con diversi sistemi:

  • S - orizzontali;
  • T – orizzontali su telaio di supporto;
  • U – verticali su telaio di supporto;
  • V – con sostegno a forca.

 

Nella scelta di questo sistema di protezione collettivo è necessario considerare fattori come:

  • altezza di caduta;
  • inclinazione del piano di lavoro;
  • profondità di raccolta, ovvero lo spazio libero sotto la rete necessario per garantirne l’efficacia;
  • eventuale presenza di ostacoli che renderebbero inefficace la funzione.

 

Le reti di protezione permettono al lavoratore una notevole libertà di movimento e sono facili da ispezionare. Tuttavia, possono raccogliere materiali che rappresenterebbero un pericolo in caso di caduta del lavoratore.

 

Parapetti provvisori

Questi sistemi temporanei di protezione dei bordi sono realizzati con materiali rigidi e resistenti a sollecitazioni d'impiego e pendenza. Proteggono zone prospicienti il vuoto e impediscono la caduta dall'alto di operatori e attrezzature in aree di transito e lavoro. Secondo la norma UNI EN 13374:2013 sono suddivisi in classi:

  • A – per pendenze fino al 10%;
  • B – per pendenze tra 10% e 30%;
  • C –per pendenze tra 30% e 45%.

 

Per un utilizzo corretto di questo sistema di protezione collettiva provvisorio, è fondamentale valutare sia il materiale della base su cui viene posizionato che il sistema di ancoraggio. Pur consentendo, come per le reti di sicurezza, una notevole libertà di movimento, la sua efficacia dovrà essere verificata in base al sistema di ammortamento impiegato di volta in volta.

 

Ponteggi e opere provvisionali calpestabili

Temporanee e versatili, costruite con elementi collegati tra loro, garantendo resistenza e rigidità al transito dei lavoratori, opere provvisionali come i ponteggi, sono dispositivi di protezione collettiva sicuri che prevengono il rischio di caduta. Naturalmente, dovranno essere installati secondo le indicazioni di un progetto asseverato da un professionista abilitato, come previsto dall’art.133 del D.Lgs. 81/08.

I ponteggi non sono DPC in senso stretto, pur garantendo protezione contro le cadute dall’alto, ma il loro impiego è possibile a tale scopo purché ogni singola realizzazione sia adeguata alla valutazione dei rischi e sia realizzato uno specifico progetto (PiMUS). Esistono diverse soluzioni:

  • a tubi e giunti, altamente robusti ma dai costi elevati, utili per ogni attività temporanea;
  • a telai prefabbricati, meno robusti ma più versatili di quelli a tubi e giunti, utili per strutture lineari;
  • multidirezionali, solidi e versatili, formati da montanti e traversi prefabbricati;
  • trabattelli, conformi alla UNI EN 1004:2005, solidi e resistenti formati da telai metallici, utili per lavori fino a 12 metri d'altezza all'interno e a 8 metri all'esterno.
  • sistemi combinati, strutture rinforzate nate dall'unione di parapetti, ponteggi o reti di sicurezza che prevengono cadute dove singoli mezzi di protezione non siano sufficienti.

 

I dispositivi di protezione collettiva possono inoltre presentare rischi non legati all'attività dei lavoratori, bensì a criticità strutturali, come:

  • difficoltà d'assemblaggio;
  • impatto architettonico o urbanistico;
  • limitazione movimenti o transito.

 

Infine, come previsto dall’articolo 112 del D.Lgs. 81/08 – idoneità delle opere provvisionali – i DPC devono essere allestiti con buon materiale e a regola d'arte, proporzionati ed idonei allo scopo ed essere conservati in efficienza per l’intera durata del lavoro. Prima di reimpiegare elementi di ponteggi di qualsiasi tipo è obbligatorio provvedere alla loro verifica per eliminare quelli non ritenuti più adeguati.

 

DPC: prevenzione ed eliminazione dei rischi nei lavori in quota

I dispositivi di protezione collettiva impiegati nei lavori in quota sono misure necessarie per la sicurezza dei lavoratori che operano in quota. Ma è importante effettuare un’adeguata valutazione dei rischi. Solo in questo modo è possibile implementare soluzioni compatibili e adeguate al contesto lavorativo, per ridurre o eliminare potenziali pericoli per i lavoratori.

Il D.Lgs. 81/08 evidenzia l’importanza della metodologia orientata all’individuazione e all’adozione di misure di prevenzione e protezione sia dal punto di vista tecnico che organizzativo. È importante che le aziende operanti nel settore edile, o in contesti di lavoro in quota, abbiano chiare le procedure per svolgere un’appropriata valutazione dei rischi, per utilizzare sistemi collettivi di protezione davvero efficaci.

SicurGym opera nel settore della formazione per la sicurezza sul lavoro con lo scopo di renderla pratica ed efficace. Nel nostro centro di addestramento specializzato, con attrezzature e docenti sempre aggiornati, possiamo lavorare insieme per garantire la massima sicurezza sul lavoro nel rispetto delle normative di legge. Contattaci senza impegno e scopri la nostra offerta formativa.

Style Selector

Layout Style

Predefined Colors

Background Image